( trad. De libero arbitrio ed il titolo già fatto)
Io e lui abbiamo una cosa in comune: con le facoltà celebrali a pieno regime pensiamo parole e formuliamo frasi che necessitano di essere pronunciate ad una velocità superiore a quella ritenuta normale, per non perdere il filo del discorso. L’unico problema che dovremmo cercare risolvere, è come renderle poi anche comprensibili per chi è fuori da questa logica cognitiva.
I suoi discorsi per me passano con una linearità tale che, se si potesse avere squadra e matita o un programmino di CAD ad usus, li si potrebbe anche disegnare.
E’ un modo di essere ed un modo di pensare, e per fortuna tra simili ci si intende.
Sarà riuscita a dire giusto qualche frase di circostanza, un paio di luoghi comuni, dopodichè è stata tramortita inesorabilmente da una botta di sonno per cui siamo stati anche così gentili da risvegliarla, quando dopo solo un’ora eravamo già al capolinea.
Ed intanto tra di noi si era parlato di fantasy, di vita e di inferno, di Tolkien e Rowling, della guardia notturna ad Ankh-Morpork e di Morty l’apprendista su cui secondo me continuano a pigliarci in giro dicendo che è in ristampa.
Da quando circola questa voce, avrebbero fatto in tempo stamparlo su carta di papiro appositamente piantato in Egitto per questo scopo…

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