Per essere completi bisogna ricordarsi di mettere i punti luce anche fra i capelli.
Ci ho riflettuto abbastanza e credo finalmente di aver capito anche questa!

categoria:

Il 25 luglio se Dio vuole parto di nuovo per la marcia francescana. La prima 4 anni fa l’ho fatta per me, questa volta parto per il mio uomo. Arriverò fino ad Assisi, a piedi, il 2 agosto, con un centinaio di chilometri consumati a passo a passo nelle scarpe, per chiedere l’indulgenza plenaria.
Se dobbiamo diventare un sol corpo ed una sola carne, voglio pensare che si possa arrivare così fino in Paradiso.
Se non vi dispiace, vi porto con me. Se quel seme sta germogliando in me è certamente perché ci siete stati anche voi, che vi siete presi cura di me all’ombra delle vostre fronde. E per questo, anche per quest'anno, grazie!
Su gentile concessione di FLG che che già da tempo me l'aveva inviata sperando, come gli altri del resto, che questo momento arrivasse presto! Il secondo e’ rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:
cercare e saper riconoscere chi e che cosa,
in mezzo all'inferno, non e’ inferno
e farlo durare e dargli spazio.
[*Italo Calvino da: Le citta’ invisibili (1972)]
Dopo aver letto i santi commenti al post precedente, il buon umore mi si è risvegliato dentro ed ho capito cos’è che spinge a scrivere parole come queste.
E quindi, a maggior ragione, la ricerca continua…Oggi vorrei sposarmi anche se sono ancora: senza una casa, nemmeno in affitto, senza un abito da cerimonia, e esattamente da oggi di nuovo senza un lavoro, perché l’azienda nella quale mi avevano assunto è in fase di licenziamenti per esubero del personale.
E nonostante tutto questo non riesco a prendermela con Lui e piuttosto penso al fatto che c’è chi se la passa anche peggio, come il piccolo Simone, il nipotino di Upi. Non mi consola, ma mi ricorda ancora una volta che non sono sola ed ai margini dell’universo.
Vorremmo che in copertina compaia la frase «“Fate quello che Lui vi dirà” (Gv 2,5)», perché è una delle poche cose per le quali siamo davvero certi che valga la pena di essere lì.
Quello che manca è però un immagine chiara e semplice che la valorizzi al meglio e con semplicità.
B) mi faccio una ricerchina nel web e trovo una raffigurazione delle nozze di Cana che non sia troppo scontata, con pochi soggetti e sufficientemente grandi per essere visibili in una stampa di 12x10cm, ma anche qui per il fattore tempo si veda il punto A);
C) chiedo aiuto agli amici del web che in fatto di arte, significati e soggetti ne capiscono anche più di me.
Indovinate un po’ quale opzione è risultata vincente con maggioranza assoluta da una democratica elezione che si è svolta nella mia testa?
Al vincitore del concorso invierò in premio per posta il libretto della cerimonia … non appena avremo scelto cos’altro scriverci oltre alla copertina e alle letture che sono le uniche scelte su cui possiamo fare ragionevole affidamento.
Sembra cosa da poco, lo so, ma anche in quello ci sarà un che di miracoloso. Solo un divino intervento della Santa Provvidenza, che ormai è sponsor ufficiale dei nostri preparativi, ci consentirà di riuscire a preparare tutto per tempo.
So che così facendo sembro fare concorrenza alla pubblicità progresso della Fao, ma se volete diventare stretti collaboratori della Provvidenza, questa è la vostra occasione! Ed in ogni caso … Aijutatece!!!
Fatto sta che quest’uomo mi sta portando la capacità di pensiero così in tiro che ormai, quando so che devo avere a che fare con lui, i neuroni mi si mettono da soli a galoppare con largo anticipo tra i circuiti delle sinapsi, neanche fossero cavalli all’ippodromo.
Nonostante questo a volte come maestro è severissimo, si impunta sulle cose e non ammette sconti alla fatica che devo fare per imparare a ragionare usando anche la testa.
Ci sarebbero tutti gli estremi per odiarlo o quanto meno prendere le distanze e invece tutte le volte che gli ho dato la mia parola gli sono anche rimasta fedele, e incredibilmente obbediente anche alle proposte più terrificanti come il ricominciare con latino e greco.
Dovrei odiarlo e invece non ci riesco perché proprio in funzione della mole di stimoli che mi ha dato, ho capito che lui mi ha preso sul serio a tal punto da ritenermi capace di fare cose che per me consideravo inaudite e sulle quali invece ho dovuto ricredermi dandogli pure ragione.
Oggi quest’uomo conquista il suo ennesimo titolo accademico ed io di fronte ad una persona che mi mette così alla prova ma che mi da anche l’esempio, non posso dire altro che per me è un onore averlo conosciuto.
Il suo “benvenuto” mi onora perché nonostante tutto quello di cui io non sono stata capace fin dall’inizio, ha continuato a prendersi cura di me ed ad infondermi fiducia persino in questi giorni, dove era certamente lui ad averne più bisogno.
Ai miei auguri aggiungo anche un “ad maiora” perché, per un uomo così, altrimenti non potrebbe essere.
Io all’epoca avevo solo 12 anni e non conoscevo tutti i folcloristici epiteti da scaricatore di porto che oggi faccio fatica a togliermi dalla testa, ma vi lascio immaginare, se fossi stata al suo posto, dove avrei volentieri mandato quel capitano.
Questo episodio mi è venuto in mente perché a distanza di anni mi è successo che …no, ma questo forse è meglio che ve lo racconto la prossima volta!